
Tai Chi è Marzialità Poetica
Qi Gong è comprendere il corpo, la meccanica e il flusso dell’energia interna, la danza delle cellule.
Tai Chi è usare questa conoscenza e applicarla nella vita.
Tai Chi è usare il Qi Gong per raggiungere un obbiettivo più grande.
Attraverso la pratica quotidiana queste tecniche aiutano a capire qual è il proprio posto nell’Universo.Donella Bucca
Donella Bucca
è Maestra di Tai Chi e Qi Gong, ricercatrice nelle discipline della medicina cinese e dell’alchimia taoista, e Presidente dell’associazione Lo Spazio del Tao. Con un background come danzatrice, coreografa e performer, integra movimento, consapevolezza e filosofia orientale in un percorso didattico originale.
Formatrice UISP DO e insegnante accreditata OTTO, ha iniziato lo studio del Tai Chi nel 1985 a Londra con Gerda Geddes, durante la formazione alla London Contemporary Dance School. È stata per circa vent’anni allieva diretta del Gran Maestro Chu King Hung (ITCCA) e continua a perfezionarsi, in particolare nel Qi Gong per la salute con le Maestre Dominique Ferraro e Liu He.
Nel corso della sua carriera ha sviluppato metodologie innovative come il Tai Children e il Tai Chi Immaginale, un approccio che unisce pratica marziale, immaginazione e crescita interiore. Dal 2017 guida progetti formativi e culturali attraverso Lo Spazio del Tao, diffondendo il Tai Chi anche in ambito educativo, artistico e sociale.
Operatrice Shiatsu, facilitatrice in mindfulness e psicogenealogia immaginale, e guida certificata di forest bathing, accompagna individui e gruppi in percorsi di benessere e consapevolezza.
Nel 2022 ha pubblicato il libro Poetica del Tai Chi, sintesi della sua ricerca sul Tai Chi Immaginale.
Tai Chi Immaginale
Per me Tai Chi è comprendere l’abbraccio del Due nell’Uno.
La mia esperienza trentennale nel Tai Chi originale della famiglia Yang, come appreso direttamente dal Gran Maestro Chu King Hung, si fonde con il mio passato di danzatrice attraverso la visione immaginale secondo gli insegnamenti di Selene Calloni Williams. Un percorso che mi ha portato a sviluppare in modo concreto l’unione del movimento poetico con l’arte marziale e l’insegnamento è divenuto ricerca dell’armonia nel corpo attraverso la tecnica e il respiro.
Tai Chi, un’arte che appartiene al mondo.
Il Tai Chi è nato in Cina come massima espressione della cultura taoista, oggi è patrimonio dell’umanità. Maestri orientali lo hanno portato nel mondo, ed è compito di chi come me si propone di diffonderlo, di coglierne la vera essenza che va oltre il gesto e oltre la forma, e condividerlo interpretandone i principi antichi con occhi nuovi e insegnandone i principi universali, che sono nella manifestazione dei movimenti della Natura.
Gli antichi Maestri Taoisti, che io chiamo “cercatori di armonia”, trovarono nel Tai Chi un modo per raccontare l’Universo.
Mi piace definire il Tai Chi Arte Marziale e Poetica.
La marzialità ci insegna ad essere centrati, consapevoli del corpo e del respiro “come ferro avvolto nel cotone (cit.)”. Dignità, rispetto, carattere, equilibrio emozionale. La vera marzialità sta nell’evitare il conflitto.
La poeticità del gesto, lento e profondo, attraverso la Forma ma oltre la Forma, ci insegna a comprendere il linguaggio della nostra essenza che si esprime “ideogrammando” nell’aria spazi vuoti che creano flussi, per connettersi all’anima del Mondo.
Tai Chi e la bellezza che salverà il mondo
L’ideogramma “Tai Chi” racconta come questa arte sia uno dei percorsi più elevati per il nostro cammino terreno, una lenta e continua ricerca verso l’equilibrio perfetto tra corpo e mente.
Se, come disse Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”, con gli occhi del Tai Chi impareremo a vedere la bellezza in ogni cosa, perché essa è dento ogni gesto, ogni attimo, ogni emozione. Se impariamo a guardare il mondo vedendone la bellezza, anche noi ci trasformeremo in quel mondo perché ognuno di noi ne è il riflesso e, nello stesso tempo, il nostro sguardo marziale e poetico potrà trasformare il mondo in qualcosa di più bello.