Che Ziwei possa illuminare il cammino.

È sempre più difficile augurare buone feste senza sentire il peso del mondo: troppe ferite aperte, troppe persone che non possono fermarsi né festeggiare, tanto dolore nel mondo. Eppure il taoismo ci ricorda che proprio quando il rumore cresce, il senso sta nel tornare a ciò che è semplice. Il Tao non chiede di ignorare il dolore, ma di non irrigidirsi contro di esso. Ci invita all’umiltà dell’acqua, che scorre senza opporsi; alla morbidezza che non spezza; alla forza silenziosa di chi resta umano anche nei tempi duri. In questo spirito, l’augurio non è euforia, ma presenza; non abbondanza, ma equilibrio.

Auguri allora di armonia gentile: parole che non feriscono, gesti che non pretendono, dolcezza che nasce dall’ascolto. Auguri di calore vero, quello che passa negli abbracci sinceri, nello stare accanto senza dover spiegare. Come insegna il Libro dei Mutamenti, nulla resta fermo: ogni momento contiene già il seme di ciò che verrà. Che possiamo attraversare questo passaggio con attenzione, rispettando i tempi, i silenzi, le fragilità nostre e altrui.

E auguri di connessione, anche quando la distanza sembra grande. I taoisti guardavano alle stelle non per fuggire dalla terra, ma per ricordarsi di farne parte.

Nella visione taoista, Zǐwēi è il cuore del cielo: una regione celeste che comprende Polaris, il punto che non si muove mentre tutto ruota. È la reggia del Dao, simbolo di ordine, continuità e autorità silenziosa. Rivolgersi a Zǐwēi significa ritornare al centro, coltivare quiete interiore e accordare la vita umana all’armonia cosmica: un filo simbolico che unisce chi è lontano, e anche chi è in un’altra dimensione, dissolvendo spazio e tempo e ricordandoci che ogni piccolo atto di presenza trova eco in un sistema più vasto.

Meditare per il mondo, elevare la propria vibrazione, significa illuminare chi ci sta accanto e persino chi non lo fa, creando una luce silenziosa che attraversa il dolore e la distanza. Ogni respiro consapevole diventa un dono, ogni gesto di armonia un seme che germoglia oltre.

Sotto lo stesso cielo possiamo restare uniti attraverso i pensieri, triangolando i legami tra noi, chi amiamo e le costellazioni che ci sovrastano. Che questo sentirci parte di un unico respiro, umano e cosmico, ci renda più umili, più gentili, più capaci di prenderci cura.

Quando il mondo pesa,
che l’augurio sia lieve.
Che impariamo dall’acqua che scorre senza opporsi,
parole che sanno fermarsi prima di ferire

Il calore passi negli abbracci
senza spiegazioni.
Auguro tregua.
Un passo indietro dal frastuono,
un passo dentro al cuore delle cose.

Sotto le stesse stelle, inermi e vivi
connessi nei pensieri,
in un unico disegno tra terra e cielo.

Che sia festa
nel senso più profondo e necessario.

 

 

 

testo e acquerello di Donella Bucca

 

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