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Accendere la Luna

Oggi, martedì 3 marzo 2026, la luna piena di marzo, la luna rossa,  arriva accompagnata da un’eclissi totale, Per gli antichi, questo fenomeno poteva rappresentare oscuri presagi…e forse avevano ragione… lo vediamo in diretta ogni giorno.

Oggi però è anche la Festa delle Lanterne , che rappresenta il gran finale del Capodanno Cinese: si celebra il quindicesimo giorno del primo mese del calendario lunare, in coincidenza con la prima luna piena dell’anno, e segna la chiusura delle festività di primavera. Città e villaggi si riempiono di lanterne, spettacoli e fuochi d’artificio, intrecciando dimensione concreta e simbolica: è la fine dell’inverno, il ritorno della luce e l’augurio di un nuovo inizio.

Ma quest’anno, La Luna, simbolo di completezza e armonia, si vela d’ombra.

Non è la prima volta che vediamo una luna rossa in cielo, eppure sapere che viene chiamata “Luna di sangue” impressiona particolarmente questa volta. La prima luna piena del Cavallo di Fuoco  che coincide con l’eclissi mostra un cielo che sembra riflettere le tensioni e le sofferenze del mondo, come se l’universo ci ricordasse la fragilità della pace e la responsabilità delle nostre scelte.

Le lanterne, le nostre intenzioni, i piccoli gesti di cura, compassione e riconciliazione assumono un significato ancora più forte davanti a un cielo di sangue. Non si tratta di negare la sofferenza, ma di rispondere ad essa con fiducia e presenza. In questo senso, l’eclissi diventa metafora: anche quando tutto sembra dominato dall’ombra, possiamo creare luce, scegliere la comunità, la solidarietà e il dialogo. L’oscurità è parte del ciclo, ma la luce, anche fragile, simbolica e temporanea, resta possibile. Possiamo rispondere in modo silenzioso e ostinato: possiamo ancora accendere la luce, ma occorre farlo insieme, in tanti.

Quando tutto sembra incerto, accendere una lanterna assume un valore quasi controcorrente. Non cancella il buio, ma ci permette di attraversarlo senza esserne inghiottiti. È un gesto piccolo, fragile e potente: afferma che anche una luce minima ha senso, anche quando non illumina tutto. la fiducia non nasce quando tutto è chiaro, ma quando scegliamo di credere nella luce mentre non la vediamo pienamente.

Nel buio, dunque, emerge un’altra verità: la luce non è mai solo individuale. Le lanterne sono tante, diffuse, condivise. La speranza esiste perché viene costruita insieme, perché qualcuno accende una luce accanto alla tua. Non aspettare che torni la luce per vivere: diventare noi stessi una piccola fonte di luce, anche incerta e temporanea, è il cuore del messaggio. Non una fiducia ingenua nel mondo, ma una fiducia matura, che riconosce l’ombra e decide comunque di non smettere di illuminare.

Manteniamo le lanterne accese: che il fuoco illumini le menti buie.

 

Donella Bucca

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