La Dama di Giada, energia della Terra

 

Una figura della Forma di Tai Chi Chuan tra le più poetiche e ricche di significato è Yu Nu… La Dama di Giada, una sequenza che si ritrova sempre nelle varie scuole pur con qualche piccola differenza tra i diversi stili.

La Dama di Giada è l’unico personaggio umano che ritroviamo in tutti i 108 passaggi della Forma Yang: una giovane donna dal cuore puro (giada) che esegue il lavoro della tessitura con movimenti ampi e precisione.

Il movimento e le azioni che si compiono nella sequenza riconducono nell’insieme, all’energia del Movimento Terra.  La figura si esegue facendo perno al centro e portando l’azione di spinta nei quattro angoli come a voler allontanare potenziali avversari che giungono da diverse direzioni. La sequenza, quindi, ricorda l’immagine dell’elemento Terra rispetto ai 5 elementi proprio come è rappresentata nella loro raffigurazione più classica, se considerata dal punto di vista spaziale.

Alla Terra, secondo la teoria degli elementi in MTC e collegato l’organo Milza/Pancreas (insieme al viscere Stomaco). Il Pancreas in alcune tradizioni esoteriche viene chiamato La porta tra i Mondi, il ponte che collega il visibile all’invisibile e ha sede nella zona chiamata plesso solare. Nella forma di Tai Chi l’esecuzione della Dama di Giada non a caso stimola particolarmente questi organi.

Questo passaggio, pur apparentemente delicato, racchiude nei movimenti oltre a un mondo di significati sottili e sublimi, anche una precisione efficace e potente.

Si tratta una sequenza non proprio semplice per chi comincia ad imparare; infatti, nella Forma originale della Famiglia Yang si trova nella Terza Parte.

Già nel nome “La Dama di Giada che tesse al telaio e lancia la spola” esprime in maniera poetica un elemento mitico e una indicazione pratica per la sua esecuzione. Richiamandosi al movimento incessante della spola negli antichi telai a mano (quasi sempre azionati da mani femminili), sottolinea l’importanza il muoversi nelle varie direzioni.

Yòuzuǒ yùnǚ chuānsuō (右左玉女穿梭), si pùò tradurre letteralmente come “Destra e sinistra” (Yòuzuǒ 右左), “Giada” ( 玉), “Donna, ragazza” ( 女), “muoversi avanti e indietro” (Chuānsuō 穿梭).

Un personaggio femminile (Yin/ terra/ madre), di giada (legata per tradizione al femminile e all’energia luminosa del cuore), compie un lavoro di precisione con movimenti ampi (crea relazioni nei quattro angoli dell’universo), Tutto questo ricorda proprio la funzione energetica che Milza/Pancreas compie nel corpo secondo la MTC: assorbire le essenze inviandole al cuore attraverso il sangue.

 

Il Passo della Dama di Giada va eseguito per quattro volte in quattro direzioni diverse, tra loro ortogonali, utilizzando per il cambio dell’orientamento la posizione del piede chiuso a L, pur mantenendo la spirale delle ginocchia verso l’esterno.

Con spostamenti delle gambe e movimenti delle braccia, coordinati con spirali e delicate torsioni del corpo, si creano collegamenti tra il basso all’alto, il dentro e il fuori, dalla sfera in basso alla sfera in alto passando per quella del cuore, a rappresentare in modo simbolico come dalla della sfera in basso l’energia può essere sublimata e portata alla sfera in alto…alchimia che può accadere solo attraverso la purezza del cuore, rappresentata nel nome dalla giada e nell’ intenzione del movimento Fuoco.

 

Pare che questa figura che troviamo nella Forma di Tai Chi faccia riferimento a una delle più famose leggende della Cina: La ragazza che tesse la tela e lancia la spola simbolicamente crea ponti con la sua trama per unire le stelle e colmare la distanza che la separa dal suo amore.

La storia, di cui si conoscono molte varianti, narra dell’amore tra Zhinü, la Tessitrice, che simboleggia la stella Vega  e Niulang, il Mandriano, che simboleggia la stella Altair .

Il primo riferimento noto a questo famoso mito risale a una poesia di oltre 2600 anni fa…Il loro amore non era permesso, e così furono banditi ai lati opposti del fiume celeste (che simboleggia la Via Lattea ). I due innamorati possono riunirsi solo una volta all’anno: il settimo giorno del settimo mese lunare.

 

Nel Tai Chi convergono mito, arte, poesia e storia oltre che anatomia e alchimia, così mi accorgo che la Tessitrice/Dama di Giada, è una figura che appare anche nel Neijing Tu. Nell’ antica mappa cinese dell’alchimia interna, di cui spesso ho parlato, la ragazza Tessitrice è rappresentata proprio al centro del disegno (accanto al bosco che rappresenta il fegato), proprio sotto al mandriano…il ragazzo delle stelle…il cuore. Anche qui dunque c’è un rimando alla leggenda dei due amanti.

Varie sono le interpretazioni su quale sia l’organo rappresentato da questo personaggio… secondo me è indubbio che la Tessitrice sia la rappresentazione della energia di Milza/Pancreas: al centro di tutto, in stretto legame con il cuore…la porta tra i mondi.

A livello sottile è la Milza che gestisce lo Yi, l’intenzione… Chi pratica Tai Chi sa che la giusta intenzione è solo quella in connessione con il cuore e l’obbiettivo si può raggiungere solo nell’equilibrio dei tre centri.

La Milza anche anatomicamente al centro del corpo, regola il rapporto armonioso tra l’alto e il basso, governa e controlla la discesa e la salita del Qi. Esattamente ciò che si fa eseguendo il passo della Dama di Giada nella Forma che “lanciando la spola” controlla il rapporto armonioso tra fuoco (cuore) e acqua (reni), lancia e raccoglie trasformando le energie dei 4 universi.

Ogni singolo movimento della forma racchiude un mondo…La Dama di Giada, con passi precisi sta al centro portando l’azione di volta in volta in una direzione diversa, come a raccogliere le stelle e portarle nel sé infinito. Lancia la spola nelle quattro direzioni per creare ponti alla ricerca di amore, unico vero obbiettivo dell’anima.

Tra mito, medicina tradizionale, alchimia, geometria, astronomia, la Forma di Tai Chi, continua a confermarsi un pozzo infinito di dettagli e connessioni, precisione mai casuale, meditazione profonda, mito, racconto, equilibrio interno e poesia in ogni gesto…. e io dopo quasi 30 anni di pratica continuo a stupirmi e scoprire meraviglie.

Donella Bucca

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