Manifestazione Alchemica

Secondo la tradizione Cristiana nella data del 6 di gennaio il Dio appena nato si manifesta al mondo. Questo evento viene chiamato Epifania, termine greco che vuol dire appunto apparire (phanein) dall’alto (epi). Sappiamo che tutte le tradizioni spirituali hanno simbologie comuni e tutte portano verso un’unica via…il ritorno alla Sorgente… anche l’Epifania può essere letta in chiave taoista.

L’epifania viene raccontata attraverso delle immagini simboliche la Stella Cometa e tre doni preziosi Oro, Incenso e Mirra.

Questi i doni provenienti dal  lontano Oriente sono offerti al Dio che si è fatto uomo da tre Re che sono anche Maghi (Magi) dunque esperti di alchimia, che devono compiere un lungo e faticoso viaggio ( riconoscere la divinità comporta un profondo lavoro)per giungere a Gesù (la luce interiore)guidati dalla Stella.

“Offrendo l’Incenso a Dio, la Mirra all’uomo e l’Oro al Re, i Magi venerano consapevolmente l’unione della natura umana e divina di Gesù.

Se ritorno della luce dopo il solstizio d’inverno, che secondo la tradizione cristiana è associato al Natale, può essere visto come la scintilla del Divino in ognuno di noi, l’Epifania ci suggerisce il modo per accogliere e manifestare tale luce interiore: seguire un obbiettivo, affidarsi alla stella e accogliere i doni riconoscendoli dentro di sé. Ognuno di noi per poter entrare in contatto con il proprio aspetto Divino deve equilibrare i tre centri, testa cuore e pancia di cui i tre doni sono simbolo.

La MIRRA tra i doni dei Magi è forse la sostanza più misteriosa, Si tratta di una resina ricavata da una pianta tipica della Penisola Arabica. Dall’albero della mirra si estrae un olio profumato anticamente usato in alcuni riti di imbalsamazione. Il dono della Mirra è fatto al Gesù UOMO in quanto mortale; già ne preannuncia la sofferenza, il futuro sacrificio. Questa resina usata da sempre nel culto dei morti simboleggia dunque la mortalità di Cristo la sua fisicità e materialità corporea, essenza terrena che possiamo associare alla sfera della pancia, dell’acqua, dei sensi. Dan Tian inferiore.

L’ORO, il dono riservato ai re, nella tradizione alchemica taoista rappresenta l’incorruttibilità e quindi la perfezione. L’oro, non si ossida, non si altera per quanto venga esposto agli agenti atmosferici e al tempo. Il dono dell’oro rappresenta quindi il dono al RE. Un buon re deve essere magnanimo con i suoi sudditi, avere un cuore d’oro: darsi per amore… ed ecco il nostro secondo centro. CUORE, Dantian intermedio.

L’INCENSO, chiamato anche gomma di olibano, segno di divinazione, è presente in molte cerimonie sacre e religiose. E’ abitudine bruciare questa resina, in quanto in grado di indurre uno stato favorevole alla meditazione e alla preghiera. L’incenso, nella tradizione Cristiana come in tutta quella orientale, serve a purificare; viene utilizzato nella Messa, ma anche nella meditazione per purificare l’ambiente in cui si pratica. L’incenso porta in alto è un dono al DIO, sfera della testa Dan Tian superiore.

I tre doni ci ricordano i tre tesori del Tao:  Jing, Qi , Shen, che conducono alle tre virtù: Umiltà, Generosità , Compassione.

Il vero messaggio di tutte le tradizioni spirituali, dunque,  è che ognuno di noi è chiamato ad elevare lo spirito ed aprire la propria coscienza verso la luce ma far risplendere la divinità dentro di se necessita di un profondo lavoro e il riconoscimento dei tre aspetti: fisico emozionale e spirituale.

La filosofia Taoista afferma che esiste un’energia spirituale, una luce che simbolizza la nostra coscienza che potrebbe essere vista in questo contesto come la Stella Cometa. Per destare questa luce che conduce al Risveglio Divino e viene chiamata “Fiore d’oro” è necessaria una profonda trasformazione interiore attraverso un percorso di meditazioni ed esercizi fatti in maniera continua.

Attraverso le pratiche taoiste, ovvero il Tai Chi, il Qi Gong e la Meditazione si può giungere l’apertura dei tre centri e la trasformazione dei tesori, la base su cui poi innestare il percorso verso l’illuminazione.

Secondo le tradizioni più antiche si può sublimare il Soffio attraverso pratiche alchemiche che, rimaste per molto tempo segrete, sono da giunte a noi attraverso un manuale scritto da Lu Tzu su tradizioni orali antichissime e, conosciuto in occidente con il titolo “Il segreto del Fiore d’Oro”,  grazie alla traduzione di Jung e Wilhelm.  E’ un testo che si propone di insegnare al praticante la via della immortalità dell’anima e del corpo,  una guida al raggiungimento del cosiddetto corpo di luce, uno stato di illuminazione in cui l’uomo da mortale trasfigura in un essere divino. il fiore d’oro rappresenta il nostro punto di partenza e la nostra meta, l’obbiettivo da seguire… la nostra Cometa. Dentro e fuori sono un’unica luce!

Auguro a tutti un buon inizio, un primo passo verso un percorso di trasformazione e di ascolto, auguro un passo per illuminare le nostre profondità più oscure per fare spazio alla manifestazione della divina umanità interiore.

 

Buon Anno e Buona Epifania a tutti!

 

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