Tóng Rén: Il Fuoco sotto il Cielo

Nel calendario lunare cinese, il 2026 sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco: un anno di Fuoco che, secondo la cosmologia tradizionale, si colloca all’interno del ventennio 2024–2043, anch’esso associato a questo elemento. È un periodo in cui ciò che è nascosto tende a emergere: le verità vengono illuminate, le maschere cadono, le identità si rivelano. Crescono il bisogno di espressione autentica e il desiderio di allineare la propria vita a ciò che ha senso profondo.

Quando un anno di Fuoco si manifesta in un’epoca anch’essa di Fuoco, la tradizione interpreta questa sovrapposizione come un aumento di intensità: più luce, più movimento, più esposizione, più passione, ma anche più tensione. Non indica necessariamente difficoltà, bensì un’amplificazione di ciò che già arde nelle persone e nella società. L’energia collettiva, già orientata alla visibilità e alla trasformazione, viene così ulteriormente potenziata.

Il Cavallo di Fuoco simboleggia impulso, coraggio e velocità: avanza senza esitazioni, portando un clima creativo e vivace, talvolta turbolento, in cui intuizioni brillanti possono emergere rapidamente, ma dove anche gli errori rischiano di divampare se non vengono guidati con presenza e consapevolezza.

Secondo i calcoli della Maestra Liu He, l’esagramma dell’I Ching relativo al 2026 sarà il 13 – Tóng Rén (同人):
Il Fuoco (☲) sotto il Cielo (☰).

Potrebbe sembrare un presagio di pericolo, qualcosa che arde verso l’alto, ma in realtà si tratta di un’energia luminosa. Il Fuoco sotto il Cielo è chiamato Comunione tra gli uomini e rappresenta l’energia umana che si eleva, la passione che trova direzione, l’entusiasmo che non si disperde ma si armonizza con un principio superiore. Indica che le energie individuali fioriscono quando si accordano a una visione comune, creando cooperazione, chiarezza e obiettivi condivisi.

Il Cielo rappresenta ordine, discernimento e chiarezza; il Fuoco è calore, luce ed entusiasmo. Quando il Fuoco arde sotto il Cielo non si disperde, ma si solleva, illumina e guida: è un fuoco che riscalda e rende visibile il cammino.
È un richiamo a non agire da soli, ma a cercare un contesto in cui le forze si sostengono a vicenda, perché una comunità funziona quando le passioni personali si armonizzano con una visione più ampia: ognuno mantiene la propria luce, ma la mette al servizio del gruppo.

Il significato profondo dell’ideogramma 同人 chiarisce tutto: significa “insieme”, “in accordo”, mentre significa “persona”. È l’immagine di persone che camminano nella stessa direzione, unite da valori e intenzioni condivise.

Così come il Cielo distingue e il Fuoco illumina, anche noi siamo chiamati a riconoscere quali relazioni ci sostengono e quali, invece, ci indeboliscono. Il 2026 chiede chiarezza: accogliere chi risuona con la nostra energia e lasciare andare, senza forzature, chi non cammina più con noi.

La seconda linea dell’esagramma, l’unica spezzata, sottolinea un principio fondamentale: la vera cooperazione nasce dalla fiducia, dall’ascolto e dall’equilibrio. Non si tratta di dominare o imporsi, ma di guidare con saggezza, di unire senza sopraffare. Solo così un gruppo può trasformarsi in una forza armoniosa, capace di portare a compimento progetti significativi.

La vibrazione del 2026 invita dunque a cercare la propria comunità, a unirsi a persone affini, a portare calore nei progetti, luce nelle relazioni e chiarezza nelle scelte. L’esagramma 13 ci ricorda che la vera energia nasce dal legame umano. È un periodo che valorizza la collaborazione, il consenso e la comunione d’intenti: un invito a rafforzare le proprie reti di relazione, incontrare anime affini, costruire comunità solide e dare vita a progetti condivisi.

Tuttavia, in un tempo di Fuoco intenso, esiste il rischio che la volontà — virtù custodita nel Rene — si indebolisca, che l’Acqua venga prosciugata e che l’energia si inaridisca. La medicina tradizionale cinese insegna che quando il Fuoco diventa eccessivo, consumando l’Acqua dei Reni, può disperdere il jing e generare instabilità nel corpo e nello spirito.
Il Rene custodisce l’essenza vitale, la profondità e la volontà silenziosa del cambiamento; per sostenere la vera comunione tra gli uomini diventa quindi necessario nutrire l’energia del Rene, anche attraverso le pratiche taoiste. Poiché ciò che accade è anche riflesso di ciò che siamo — per alcune tradizioni una nostra proiezione — diventa essenziale acquietare il Fuoco del cuore, preservare l’energia più preziosa e nutrire le radici interiori attraverso pratiche di Qi Gong, affinché la fiamma resti viva, ma gentile.

Il messaggio di Tóng Rén è dunque un augurio per il nuovo anno: una fiamma che guida senza bruciare, che scalda senza consumare, che illumina senza accecare. Camminare insieme rende le sfide più leggere, perché quando il cuore è aperto e in armonia con il Dao, il percorso diventa più chiaro.

Che il Cavallo ci porti dove è giusto andare, verso un fuoco che illumina e scalda, affinché si possano custodire la luce nel buio e l’umanità nel cammino.

Donella Bucca è fondatrice e presidente dell’associazione Lo Spazio del Tao, ha un passato come danzatrice professionista, è  maestra di Tai Chi , Qi Gong e Meditazione, studiosa di medicina cinese ed alchimia taoista e autrice del libro: “Poetica del Tai chi, appunti di Tai Chi Immaginale”.

Acquerello dell’autrice

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