"separare la criniera del cavallo selvaggio" Acquerello di Donella Bucca.

La pratica del discernimento

Secondo il calendario lunare cinese, il 2026 sarà l’Anno del Cavallo di Fuoco, a partire dal Capodanno lunare del 17 febbraio 2026 fino al febbraio 2027. Il Cavallo è simbolo di energia vitale, slancio, desiderio di movimento e libertà; l’elemento Fuoco ne amplifica la forza, portando passione, dinamismo e voglia di cambiamento, ma anche una certa impazienza.

Dal punto di vista energetico, questo periodo può accentuare un eccesso di espansione yang: molta energia che spinge in avanti, non sempre guidata. Per questo, nella pratica del Tai Chi diventa importante coltivare gesti che insegnino a canalizzare, distinguere e armonizzare.
Uno di questi è la camminata in diagonale, chiamata “Separare la criniera del cavallo selvaggio” (野马分鬃, Yěmǎ Fēn Zōng), sequenza che nella Forma 108 troviamo nella terza parte.
È un’azione in cui le braccia si aprono come a separare qualcosa: un braccio avanza e sale, l’altro scende lateralmente. Il passo accompagna il movimento, spesso in diagonale; il peso si trasferisce su una gamba mentre l’altra si alleggerisce. Tutto avviene in modo morbido e continuo: l’energia nasce dal piede, passa dal Dantian e sale in spirale fino alle mani. Le spalle restano rilassate, il corpo radicato, l’intenzione guida l’espansione.
In questo passaggio si attraversano tre qualità energetiche: dal fluire dell’Acqua, alla centralità della Terra, fino all’apertura del Fuoco. Non sono elementi separati, ma livelli che si susseguono e si sostengono a vicenda.

L’immagine del cavallo selvaggio richiama le energie naturali e spontanee dell’essere umano: impulsi, desideri, emozioni forti, pensieri che corrono. La criniera è la parte più visibile e sensibile di questa forza. Separarla non significa domare o reprimere, ma entrare in relazione con essa, riconoscerla e darle spazio.
Il carattere 分, “separare, distinguere”, è centrale: indica la capacità di creare uno spazio tra impulso e reazione. Una parte dell’energia va avanti, l’altra resta stabile. Azione e radicamento si tengono insieme.

Questo passaggio, come tutta la Forma di Tai Chi, va eseguito con attenzione. Insegna a guidare il qi senza forzarlo, a distinguere ciò che va accolto da ciò che va ridiretto, evitando dispersione. È una forma di saggezza pratica: non solo un passo, ma un rituale.
Se il cavallo rappresenta la mente impulsiva, separare la criniera significa osservare i pensieri, scegliere quali seguire e quali lasciare andare. Non si tratta di controllare la vita, ma di accompagnarla con attenzione.

Questa azione non invita a frenare, ma a guidare il flusso con maggiore consapevolezza e cura. Come una mano che accarezza la criniera di un cavallo, possiamo entrare in contatto con l’energia senza possederla, lasciandola correre nella direzione scelta con presenza e chiarezza.
In fondo, Yěmǎ Fēn Zōng ci ricorda che l’energia non va né trattenuta né spinta, ma ascoltata. Il gesto insegna a stare nel movimento senza perdersi, a creare spazio prima di agire, a lasciare che la forza attraversi il corpo senza generare rigidità. È una pratica semplice e allo stesso tempo raffinata, che allena presenza e responsabilità.

In un periodo in cui tutto tende ad accelerare, tornare a questo passaggio della Forma significa ricordarsi che la direzione conta quanto la velocità. Il cavallo può correre, ma serve un centro che sappia orientare il passo. È lì che il movimento diventa chiaro, l’energia utile e l’azione coerente con ciò che siamo.
In questo senso, Yěmǎ Fēn Zōng è un vero allenamento al discernimento. Ogni volta che lo pratichiamo impariamo a sentire dove va l’energia, quando è il momento di avanzare e quando è necessario restare stabili. Il corpo diventa il luogo in cui l’impulso si chiarisce e si trasforma in gesto essenziale.

Separare la criniera significa creare uno spazio prima dell’azione, un tempo breve ma prezioso in cui l’energia può mostrarsi senza travolgerci. In quello spazio nasce la possibilità di una scelta consapevole, e il movimento smette di essere una reazione automatica per diventare preciso ed essenziale.
Il cavallo corre perché è nella sua natura. La pratica non chiede di fermarlo né di controllarlo, ma di camminargli accanto. Quando il centro è stabile e l’intenzione è chiara, l’energia trova da sola la sua direzione. È allora che questo gesto smette di essere solo tecnica e diventa ascolto, presenza e una forma concreta di saggezza in movimento.

 

Donella Bucca è fondatrice e presidente dell’associazione Lo Spazio del Tao, ha un passato come danzatrice professionista, è  maestra di Tai Chi , Qi Gong e Meditazione, studiosa di medicina cinese ed alchimia taoista e autrice del libro: “Poetica del Tai chi, appunti di Tai Chi Immaginale”.

Acquerello dell’autrice

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