“Carezzare il Cavallo” per trovare l’Equilibrio nel Nuovo Anno

Finisce l’anno e ci prepariamo ad accogliere il nuovo: per il calendario cinese il 17 febbraio 2026 arriverà il Cavallo di Fuoco, portando con sé un’energia potente, capace di scuotere e risvegliare il cuore. Nello zodiaco cinese il Cavallo è movimento, libertà, avanzamento; è l’istinto che corre verso la vita, il cuore che galoppa e la forza del viaggio. Quando questo archetipo si unisce al Fuoco, tutto si accende: è un invito al risveglio, al coraggio, al prendere finalmente il passo giusto dopo un lungo periodo di preparazione. Il Cavallo di Fuoco spinge avanti, accende la visione, illumina ciò che era rimasto nell’ombra. Ma arriva in un ciclo di vent’anni già dominato da un yang crescente, e per questo il suo impulso appare amplificato: non è un fuoco educato, è un fuoco che vuole muovere, sciogliere ciò che ristagna e alleggerire il carico per poter correre più liberi.

Questa forza, però, se non guidata, può trasformare la passione in agitazione e la volontà in impulsività. Per questo la centratura diventa essenziale: serve un punto profondo che sostenga il movimento, una radice che permetta al cuore di ardere senza bruciare. La medicina tradizionale cinese ricorda che il Fuoco, quando è eccessivo, consuma l’Acqua dei reni, disperde il jing e alimenta paura, collera, instabilità. Il rene custodisce la nostra essenza vitale, la forza del cambiamento, la volontà profonda: è il luogo dell’inverno, della profondità e della tesaurizzazione energetica. Quando il rene è forte, sostiene il cuore; quando il cuore è lucido, illumina senza consumare. Il 2026 ci chiede proprio questa arte sottile: coltivare la luce senza disperdere la radice, trasformare l’eccitazione in gratitudine, lasciare che il galoppo del cuore diventi direzione e non fuga.

In questa ricerca di  equilibrio tra Fuoco e Acqua ( in Mtc rappresentato nell’asse ShaoYin), tra impulso e radicamento, il Tai Chi stile Yang offre un insegnamento prezioso attraverso il movimento chiamato carezzare il cavallo, conosciuto come 高探马 – Gāo Tàn Mǎ. Il nome cinese è rivelatore: 高 significa “alto”, 探 “esplorare”, 马 “cavallo”. Non è una semplice carezza, ma un gesto di ascolto e indagine. Compare nella forma Yang sia nella seconda parte (dopo il Tan Pien prima dei calci) sia nella terza  (dopo il Tan Pien prima del serpente bianco), come un ponte tra due stati energetici, un passaggio che ci ricorda che occorre calmare il cuore prima di affrontare gli ostacoli. Il movimento inizia con il braccio destro che si apre mentre il peso che arretra evoca l’Acqua dei reni, richiamando la profondità che calma, preserva e radica. È un ritiro che non sottrae, ma nutre; un ritorno al Jing, al fondo silenzioso che sostiene il Fuoco.

Dopo questo richiamo all’Acqua, il braccio passando in alto ridiscende come ad accarezzare un cavallo immaginario, il corpo si centra e torna alla Terra, al centro che integra e stabilizza. La Terra riceve l’Acqua, modera il Fuoco e permette al movimento di diventare pieno, vivo, ma stabile. In questo gesto calmiamo il cuore, ne ascoltiamo la forza, e lasciamo che diventi un alleato anziché una spinta incontrollata. Il fuoco può ardere senza prosciugare la nostra essenza, e il movimento può farsi deciso senza perdere radicamento.

Praticare per prepararsi al nuovo anno allora acquista un significato più profondo…Il Cavallo di Fuoco, così incontrato e “accarezzato”, non è più un impulso che travolge, ma un veicolo consapevole: una forza capace di portarci lontano senza disperderci, di attraversare soglie interiori senza consumare il nostro capitale vitale. Questa energia richiama anche il mito di Prometeo, che dona agli uomini il fuoco: potere creativo immenso, ma che richiede disciplina. è dono e responsabilità: può illuminare o bruciare, accompagnarci o confonderci. La centratura evocata nel Tai Chi : Acqua che calma, Terra che integra, Fuoco che illumina, diventa allora la chiave per guidare questa fiamma.

Il 2026 ci invita a unire entusiasmo e radicamento, passione e presenza, visione e profondità. Carezzare il cavallo significa accogliere il Fuoco senza esserne travolti, sostenere la corsa con equilibrio e gratitudine, trasformare l’eccitazione in forza luminosa. Così il Cavallo di Fuoco  potrà diventare un alleato: un cuore che galoppa, sì, ma sempre connesso alla nostra radice più profonda.

Donella Bucca è fondatrice e presidente dell’associazione Lo Spazio del Tao, ha un passato come danzatrice professionista, è  maestra di Tai Chi , Qi Gong e Meditazione, studiosa di medicina cinese ed alchimia taoista e autrice del libro: “Poetica del Tai chi, appunti di Tai Chi Immaginale”.

Acquerello dell’autrice

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