An : la forza gentile del lasciare andare

Nella Forma di Tai Chi, ogni movimento segue l’alternanza di yin e yang. Questo ritmo genera una musica interiore, plasmata dall’intenzione e dal movimento dei Cinque Elementi; questi non si susseguono come un metronomo: perché il movimento interno sia autentico, ogni gesto richiede consapevolezza profonda. Il corpo è lo spartito, l’intenzione la melodia, e gli elementi ne colorano ogni nota.
Chi non ha mai praticato con un maestro può vedere solo la Forma esterna; le sensazioni vere si percepiscono, ma non si comprendono solo con la mente. L’intenzione non è la Forma estetica né la semplice direzione del gesto: per attuare il Tai Chi occorre andare oltre la Forma.
Nella stagione dell’autunno, la natura ci insegna a lasciare andare. In Medicina Tradizionale Cinese l’elemento su cui riflettere è il Metallo, legato a Polmone e Intestino Crasso, organi di scambio e comunicazione. Il lasciare andare nella Forma nasce dall’azione detta An 按: non è una spinta cieca, ma una decisione consapevole.
An 按 è la spinta, l’intento è quello di affondare e penetrare, ma può essere visto anche come lasciare andare. Si carica il peso indietro per poi avanzare, lasciando andare con intenzione: una determinazione interna che si manifesta come un’onda È un gesto che accoglie e poi decide. Non nasce dai muscoli, ma dal centro; si radica nelle gambe e si diffonde oltre le mani. Come una freccia che centra il bersaglio solo se l’arco è teso nel modo giusto, la forza An si muove come acqua: accoglie, assorbe, lascia fluire e infine libera una potenza tagliente.
An è una delle otto forze fondamentali del Tai Chi, e tra le quattro energie della sequenza “afferrare la coda del passero”, insieme a Peng, Lu e Ji. Nella Forma segue Ji, e può sembrare una semplice spinta in avanti, ma è una pressione calibrata, capace di stabilizzare o sradicare l’equilibrio dell’altro.
L’ideogramma 按 A è composto da 手 (mano) e 安 (stabilità, sicurezza). La mano rappresenta il gesto e il contatto diretto, il modo in cui la forza si trasmette. La parte 安, formata da “tetto” (宀) e “donna” (女), evoca protezione e stabilità: indica l’atto di mantenere saldo senza schiacciare, di contenere con attenzione.
l’insieme dunque non significa semplicemente “spingere”, ma “regolare con la mano”, sostenere senza aggredire, dirigere con misura. Comprenderne l’ideogramma aiuta a interiorizzare l’azione: la forza nasce dal centro, attraversa il corpo e arriva alle mani, mantenendo equilibrio e consapevolezza. La mano diventa strumento di sensibilità: non forza bruta, ma capacità di dirigere e trasformare l’energia, proteggendo sé e l’altro.
L’An si manifesta pienamente nel Tui Shou lavoro a coppie dove si impara a sentire, seguire, cedere e poi dirigere. Attacchi, deviazioni, adesione e pressione mirata diventano strumenti di sensibilità e controllo. Nel contatto col partner si percepisce il baricentro, si rompe l’equilibrio e si trasferisce energia senza sforzo apparente. È nel dialogo corporeo del tui shou che l’An si affina: non forza bruta, ma arte di trasformare e dirigere l’intenzione nel momento giusto.
Sul piano dei Cinque Elementi, l’An appartiene al Metallo: autunno, purificazione, definizione di confini. Emotivamente, il Metallo invita al discernimento e alla tristezza come sentimento purificatore; fisicamente riguarda polmoni e intestino crasso, organi del respiro e dell’eliminazione. Nell’An si trova chiarezza: delimita, purifica, ordina. Nel ciclo degli elementi, il Metallo genera l’Acqua: così l’An diventa momento di trasformazione e rinascita.
Nei trigrammi e nei testi classici, l’An è descritto con immagini di correnti luminose e discese nitide, che ne evocano la doppia natura: precisione e scorrimento insieme. Quando il gesto è rapido sembra un colpo, ma la sua efficacia nasce dal fatto che ciò che appare solido poggia su un flusso sottile: l’inconsistente che neutralizza il resistente.
Questa azione può essere intesa come metafora di vita. È l’atto di scegliere cosa trattenere e cosa lasciare andare, non per resa ma per chiarezza. È la qualità del Metallo: tagliare, decidere. Allenando questa qualità nel corpo, impariamo a essere più netti nelle scelte e più leggeri nelle decisioni, cedere dove serve, per poi stabilizzare con precisione, con la gentile fermezza di chi sa dare e lasciare andare.

Donella Bucca è fondatrice e presidente dell’associazione Lo Spazio del Tao, ha un passato come danzatrice professionista, è  maestra di Tai Chi , Qi Gong e Meditazione, studiosa di medicina cinese ed alchimia taoista e autrice del libro: “Poetica del Tai chi, appunti di Tai Chi Immaginale”.

Acquerello dell’autrice

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