Il respiro dell’autunno
In Autunno la natura cambia direzione, ciò che prima si espandeva verso l’esterno comincia a condensarsi e a tornare verso il centro. È il tempo della raccolta, del discernimento, della separazione di ciò che è essenziale da ciò che non lo è più e quindi anche del lasciare andare…e ogni autunno ci ricordiamo che la natura è maestra guardando l’albero che lascia cadere le foglie perché il loro tempo è compiuto: riconoscere ciò che è maturato, scegliere ciò che ha ancora valore, conservare l’essenziale e lasciare cadere ciò che ha concluso il proprio ciclo è ciò che va imparato.
Nella visione della Medicina Cinese l’autunno appartiene al Movimento Metallo e gli organi ai quali fare particolarmente attenzione sono il Polmone e il Grosso Intestino
Il Polmone è il luogo del respiro, e il respiro è la nostra relazione più immediata con il mondo. Il Polmone è una soglia: mette in relazione interno ed esterno, corpo e ambiente, ciò che siamo e ciò che ci circonda…ogni respiro attraversa il confine del corpo: accogliere e lasciare andare
Il Metallo condensa, separa, definisce. È come la lama che distingue ciò che è importate da ciò che non lo è più, e rapporto fra la coppia di organi Polmone e Grosso Intestino esprime la stessa dinamica: ricevere, trasformare, discernere, separare, lasciare andare e conservare ciò che è essenziale.
Nella tradizione della Medicina Cinese il Polmone è associato al Po 魄, spesso tradotto come «anima corporea», «anima fisica» o «spirito corporeo». Ultimo organo a formarsi perché ci serve per respirare: è l’organo attraverso il quale la vita entra continuamente nel corpo e dal corpo ritorna al mondo.
L’essenza chiamata Po indica una dimensione dello spirito intimamente legata alla corporeità, alla sensibilità, alla percezione immediata, alla presenza concreta nella forma. È ciò che ci mette in contatto con il corpo prima ancora che l’esperienza venga elaborata dalla mente. È lo spirito che abita la forma.
Le pratiche di Qi Gong attivano sensibilità, percezione sottile, ricordandoci che la dimensione spirituale non è necessariamente qualcosa che dobbiamo cercare lontano dal corpo, ma una forma di conoscenza che nasce dal contatto, dalla presenza, perché è il corpo stesso il luogo nel quale la trasformazione può accadere.
Nel Qi Gong il movimento non è il fine: il corpo si muove per permetterci di entrare in relazione con ciò che accade dentro di noi. Quando movimento, respiro, attenzione e percezione si riuniscono, il gesto esterno può diventare una porta verso una dimensione più interna. Non si tratta di allenare il Polmone, né semplicemente di cercare di respirare meglio; il movimento serve a creare uno spazio di ascolto nel quale corpo, respiro, emozioni e presenza possano incontrarsi.
La pratica consiste nel rendere progressivamente più consapevole il movimento del Qi, soffio vitale che attraversa continuamente il nostro essere, per imparare a raccogliere ciò che è disperso, trasformare ciò che è stagnante e riportare al centro ciò che è frammentato. Il movimento diventa sempre più sottile, in un passaggio dal movimento verso la quiete, dall’esterno verso l’interno.
E guardandoci dentro capita di riconoscere anche le emozioni e capire se una data emozione ci abita da troppo tempo, cosa che per la medicina cinese è causa di disequilibrio e a lungo andare anche di malattia.
Al Polmone e al Metallo è tradizionalmente associata la tristezza, insieme al dolore e al lutto. La tristezza appartiene all’esperienza della separazione, della perdita, della fine di qualcosa e la stagione dell’autunno ci mostra che la fine fa parte del ciclo della vita.
Il Qi Gong non ci insegna a combattere la tristezza, piuttosto a stare in relazione con ciò che sentiamo, lasciando che l’emozione possa attraversarci senza diventare una prigione. Possiamo riconoscerla, respirarla, lasciarla muovere, possiamo imparare a lasciare andare senza smettere di ricevere, come possiamo entrare nella pratica senza cercare immediatamente un risultato. il nostro corpo può diventare uno spazio di ascolto.
Prima di iniziare possiamo semplicemente fermarci: sentire i piedi, sentire il respiro, percepire il corpo: riunire, far circolare, spiralizzare, ruotare, vibrare, il corpo incontra il respiro, il respiro incontra il corpo.
Purificazione del Polmone non è solo qualcosa di fisiologico, ogni espirazione diventa anche un gesto simbolico di eliminazione: lasciare uscire ciò che è diventato inutile, ciò che è stagnante, ciò che non ha più bisogno di essere trattenuto
La pratica conduce lentamente dal movimento alla quiete, dall’esterno all’interno rientrare in sé per poter stare diversamente nel mondo. L’autunno ci invita a disperderci di meno…il respiro lo fa continuamente, possiamo imparare ad ascoltarlo.